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Benvenuti viaggiatori erranti...
Lasciate un segno del vostro passaggio...
Che la Luna vi protegga nel suo abbraccio argentato...
July 01 Pensieri disconnessi...o forse no...Angeli dagli occhi purpurei e falsamente illuminati fluttuano intorno ai miei pensieri Nuove porte e nuovi mondi mi tentano ad ogni strada E io ho perso la mappa Ho perso la bussola, non so dove sia il nord Non so persino se esista ancora un nord, da qualche parte, in qualche cassette sperduto In qualche armadio strano in stile liberty nella mia testa deve esserci un nord
Angeli e demoni continuano a fluttuare intorno ai miei occhi Nelle mie pupille e non riesco a far altro che guardarli Non posso non lasciare che quel vortice di luce e tenebra e ombra e sole etereo ed azzurro non mi catturi non mi ipnotizzi… “Rivorrei il mio nord per favore…” “Mi spiace piccola, qui non abbiamo vecchi nord” “E non ne avete nemmeno di nuovi? Non potrei averne almeno un etto?” “No piccola, non li abbiamo in negozio”
Note di canzoni che non sentivo da tanto ora mi riempiono le orecchie clandestinamente E clandestinamente eccitano emozioni dimenticate e ancora senza nome dopo tutto questo tempo fittamente grigio topo in cui tanti artigli si sono chiusi intorno ai miei occhi come piccolo bare decorate… Tante piccole chitarre e vocine sperse che mi traghettano in giro per posti che so di conoscere ma non ricordo di aver mai visto in vita mia, in un’amalgama strana di bianchi e verdi e blu e gialli e a volte viletti, viola e qualche rosso strano e un po’ flebile, come il sangue quando entra nell’acqua…
Non so, ci sono tante e parecchie parole che vorrei scrivere, ma mi sfuggono spesso e volentieri (non volentieri per me) dalle dita e dalla lingua (stronze, non vogliono farsi baciare…frigide puttane) e non vengono…non escono…restano a fare lacuna infondo al mio cuore…in quel pozzo strano e psichedelico che è lo scantinato della mia anima…uno scantinato in cui devo essere ubriaca di sensi per poterci entrare… e la cosa non accade spesso, quindi poverino è sempre in disordine…
In ogni caso si parla di colori a olio bianchi, mischiati a verde e giallo ogni tanto…in quella pastella morbida che si stende languida sulla tela, come faccio io quando faccio l’amore col mio uomo o col mio uomo del momento, dipende poi dal momento… Eh si ho scritto “momento” due volte, è una parola che mi piace.
Intanto la melodia continua E la faccio ricominciare E continuo a non ritrovare il mio nord Continuo a farmi imbambolare dalle danze dei demoni con gli occhi azzurri e dagli angeli con gli occhi rossi Grotesche figure dettagliate a volte in bianco e nero… Raffinate pacchianerie della mia mente a quanto pare…
E le ali mi pesano sulla schiena E non riesco a muoverle, mai Metà angelo e metà vampiro Dovrei implodere circa, secondo i miei calcoli… Sarà per quello che mi gira la testa spessamente volentieri quando penso Sarà il sangue mefitico che entra nelle venature delle piume bianche (perchè sono bianche le mie ali) In strappi di coscienza in cui non so che cosa sto dicendo, la sensazione è quella di una grande ferita all’altezza del petto…una grande ferita sul cuore… I’VE SPENT ALL MY LIFE SEARCHING OUR INNOCENCE Si…o forse no…o forse non cerco quella…o forse si… Il mio nord… Lo vorrei parecchio E magari è una persona E magari è una nuvola E magari è una nuvola con la forma di una persona… E non interrompetemi cazzo… Sto parlando di nuvole umane O di umani nuvola, non saprei… L’ho già detto: sono ubriaca di sensi…tanti e tanti, non sono solo 5… L’idiota che ha detto che i sensi sono 5 non conosceva le sinestesie (e grande il caro Baudelaire che le ha messe su un altare!) Voglio parlare e scrivere, mi sembra di esplodere in un delirio assolutamente frenetico…
So che è difficile Ma io il mio cuore pulsante non lo voglio mettere in uno scrigno… Perchè non si può amare? Perchè non si può amare? Perchè no???? Perchè??? …perchè non si può semplicemente amare ed essere felici di un sorriso? Perchè no? Cosa c’è di male…? Forse è troppo poco?? Chi è quell’idiota che ha deciso che un sorriso non vale niente?? Chi chi chi chi??? Maledetto a lui!!! Pazzo sclerato e inutile parassita del cuore!!!
…vorrei solo piangere allora… adesso… ma la diga è ben cortruita e non crolla…non ci sono inondazioni… no… niente lacrime per lei, signorina… lei è un angelo non lo sapeva??? Lei non può piangere… eh no… no… non può… l’alice non può piangere… o non vuole? Chi è che le dice che non può piangere? Forse ha paura di piangere con davanti uno schermo di un pc così freddo E vuoto E freddo E vuoto… E freddo… E senza nessuno… Senza nemmeno un bacio… Senza nemmeno poter accarezzare… No, non si fa l’amore… No, niente per te… No… Tu…tu…tu…niente…
Mi gira la testa, questo è un delirio nuovo… Di solito era malsano…ma adesso non lo è… È qualcosa di latente… Come una brace alla fine di un’anima Ma cheppalle questa parola, anima, non mi piace E non mi piace nemmeno spirito Voglio un contenitore… È come se infondo infondo ci fosse un’ampolla molto grande, e lì si raccolgono tutte le goccioline nere di malinconia…quel distillato di lacrime e dolcezza… Che è tanto buono quanto letale …quanto un violino… quanto un pianoforte… quanto una voce straziante che non salirà mai dal mio petto muto e nudo di fronte a una lancia solitaria… solo qualche sbavo sanguigno dagli occhi, che non si può definire pianto che non si può definire lacrima che non si può definire perchè è l’essenza di un dolore graffiante che squarcia quella cosa che ho in mezzo al petto e non so se si chiami cuore o cos’altro e non mi interessa darci un nome! Solo che…gira tutto come una trottola macabra ma non troppo, perchè alla fine è luminosa Alla fine c’è luce adesso davanti ai miei occhi… E io mi voglio accucciare tra braccia forti… E io voglio piangere su un petto che palpiti protezione e amore E io non voglio volare da sola E io non voglio! Punto! …e io non voglio che mi caschino le ali… non voglio cadere… no… l’alice non vuole… punto… l’alice vuole mani dolci l’alice vuole baci dolci l’alice vuole verità dolci l’alice vuole sguardi dolci l’alice vuole cose vuole anime che sappiano di dolce… l’alice cerca di plasmare sensazioni in modo che siano comprensibili a un TU ipotetico… perchè l’alice ha paura…l’alice si sente sola… e l’alice non vuole essere sola… no… mai più… no… mai più… l’alice vuole il suo cavaliere con tanto di cavallo e uniforme l’alice vuole il suo principe e l’alice è banale come una favola per bambini… l’alice è irrealizzabile l’alice è terrificantemente unica. E l’alice non vuole. If I die tomorrow..."If I die tomorrow" - Motley Crue
I wake up to find myself
After all these years And where all the time has gone Still seems so unclear 'Cause there's no one else Since I found you I know it's been so hard You should know If I die tomorrow As the minutes fade away I can't remember Have I said all I can say? You're my everything You make me feel so alive If I die tomorrow It brings out the worst in me When you're not around I miss the sound of your voice The silence seems so loud 'Cause there's no one else Since I found you I know it's been so hard You should know If I die tomorrow As the minutes fade away I can't remember Have I said all I can say? You're my everything You make me feel so alive If I die tomorrow I spent all my life looking for our innocence I've got nothing to lose One thing to prove I won't make the same mistakes Now I know That everything will be ok If I die tomorrow If I die tomorrow As the minutes fade away I can't remember Have I said all I can say? You're my everything You make me feel so alive You're my everything You make me feel so alive If I die tomorrow If I die tomorrow "Se Morissi Domani" Mi sveglio per trovare me stesso Dopo tutti questi anni E dove tutto il tempo se n’è andato E non sembra ancora così chiaro Perché non c’è nessun altro Da quando ti ho trovata So che è stato così difficile Dovresti saperlo Se morissi domani Mentre i minuti svaniscono Non posso ricordare Ho detto tutto ciò che potevo dire? Sei tutto per me Mi fai sentire così vivo Se morissi domani Tira fuori il peggio di me Quando non sei qui intorno Mi manca il suono della tua voce Il silenzio sembra così forte Perché non c’è nessun altro Da quando ti ho trovata So che è stata così dura Dovresti saperlo Se morissi domani Mentre i minuti svaniscono Non posso ricordare Ho detto tutto ciò che potevo dire? Sei tutto per me Mi fai sentire così vivo Se morissi domani Ho passato tutta la mia vita A cercare la nostra innocenza Non ho niente da perdere Una cosa da dimostrare Non farò gli stessi errori Ora so Che ogni cosa sarà ok Quando morirò domani Se morissi domani Mentre i minuti svaniscono Non posso ricordare Ho detto tutto ciò che potevo dire? Sei tutto per me Mi fai sentire così vivo Se morissi domani Mi fai sentire così vivo Se morissi domani Se morissi domani April 05 DelirioSucculenti incubi affollano la mia mente pieni di parole sussurrate a metà
e non capisco...
Non riesco a smettere di bere questo veleno...
Desiderio e ribrezzo della morte...
Desiderio e ribrezzo di una vita insnensibile,
una non-vita...
Perchè? Perchè, mi chiedo io... Da dove trabocca questa paura? Che cosa ha vomitato questi pensieri?
Perchè quest'insonnia nonostante gli occhi mi si chiudano?
...succulenti incubi...
Carillon elettronici, strani, nella mia mente,
colonne sonore di fantastiche corse aleggianti nel nulla desolato di quella Terra-di-Nessuno dentro di me...
Bonificare la palude? e perché?
Perchè negare al mio essere una delle sue parti...
A nascere luminosisi hanno delle zone d'ombra più marcate...
Mi sento dannata... Mi sento insana, malsana, ma non riesco a smettere... Non riesco a smettere di bere questo veleno per il tempo di una canzone... Non sono sotto l'ipnosi di uno stregone, e se mi fossi ipnotizzata da sola?
Mi sento insana, malsana... Ma non riesco a smettere...
E' come quando stai per venire e non riesci a smettere, ma l'orgasmo non arriva mai...
Mi viene il vomito, per la durata di un'altra canzone, non sono lucida...
MI sento ubriaca senza alcol...
Ma chi sta parlando?
"DEMON OF TEMPTATION" fame di sangue, stomaco sottosopra per il troppo cibo tossico ingerito...
La mia testa ha la nausea per delle cose malsane che ci sono nella sua palude...desideri spettrali e verdognoli ...in fondo al mio stomaco...aleggianti nel nebbioso nero nulla fumè...
E' troppo bello delirare, aleggiare, galleggiare in questo limbo di libido sanguigna e verdognola ...che belle parole che partorisce il mio stomaco quando è sottosopra...
Dovresti provare a delirare... Fa bene all'anima, è un'ottima cura per le menti sovraccaricate...
Il delirio è il nostro angolo segreto...
Ogni tanto è un prato fiorito, ma quando si ha lo stomaco in nausea e voglia di piacere allora è una strana illusione piena di odori e sapori e rumori...
IL PULLLLLLLMINO DEI SOGNI...
March 02 I CAN'T STOP LOVIN' YOU - VAN HALENHey!
There's a time and place for everything. For everyone We can push with all our might, but nothin's gonna come Oh no, nothin's gonna change An' if I ask you not to try, oh could you let it be? I wanna hold you and say We can't throw this all away Tell me you won't go, you won't go You have to hear me say I can't stop lovin' you (Ooooo) And no matter (Ooo-ooo-ooo) what I say or do You know (Ooo-ooo-ooo) my heart is true, oh (Ooo-ooo-ooo) I can't stop lovin' you You can change your friends, your place in life You can change your mind We can change the things we say, and do any time Oh no, but I think you'll find That when you look inside your heart Oh baby, I'll be there. Yeah! Hold on. I'm holdin' on Baby, just come on, come on, come on I just wanna hear you say I can't stop lovin' you (Ooooo) And no matter (Ooo-ooo-ooo) what you say or do You know (Ooo-ooo-ooo) my heart is true, oh-oh! I can't (Ooo-ooo-ooo) stop lovin' you Oh, I'm so twisted and tied And all I remember, was how hard we tried Only to surrender (Guitar Solo) (Ahh-ahh) And when it's over (Ahhh-ahh) I know how it's gonna be And true love will never die Or, not fade away And I can't (Ooo-ooo-ooo) stop lovin' you And no matter (Ooo-ooo-ooo) what I say or do You know (Ooo-ooo-ooo) my heart is true, oh I can't (Ooo-ooo-ooo) stop lovin' you And I know (Ooo-ooo-ooo) what I got to do Hey Ray, what you said is true, oh I can't (Ooo-ooo-ooo) stop lovin' you, oh no (Ooo-ooo-ooo) Oh, can't (Ooo-ooo-ooo) stop lovin' you PER TE AMORE... February 09 La storia di Rosielle
[NON HO UNA COLONNA SONORA QUESTA VOLTA PURTROPPO]
Grinder vagava per casa fissando i numerosi quadri appesi alle pareti… Aveva fame, molta fame… Da quando Lisandro se n’era andato non aveva più toccata una goccia di sangue. A nulla erano valse le ramanzine si Drew e i rimproveri leggeri di Tristan, tanto meno gli inviti di Alex… Tristan la riempiva di attenzioni più del solito, ma aveva sempre troppo poco tempo da dedicarle a causa della caccia a Merril. Quanto le sarebbe piaciuto che Drew NON l’avesse fermata quella notte, ora quella dannata anziana avrebbe avuto ancora addosso I segni dei suoi artigli! Guardò le proprie mani e sfoderò le unghie: erano belle, affascinanti, stava spesso a rimirarle. Poi si concentrò e disse al poco sangue che le restava di far spuntare gli Artigli. Non accadde nulla. Provò ancora e ancora, finchè un forte capogiro non la costrinse ad appoggiarsi alla parete. Frustrata ed infuriate con se stessa e con il mondo, sferrò un pugno contro il muro. “Ehi! Ehi! Ehi! Vacci piano!” la rimproverò una voce “Non vorrai demolire tutta la casa!” Era Rosielle. Era appena arrivato a casa dalla caccia a Merril e probabilmente aveva già passato qualche ora a lavorare su un motore dei suoi…e di vedeva! Lei si voltò e lo guardò fisso. In quell momento le tornò in mente la voce che aveva sentito QUEL giorno, quando quell “qualcuno” l’aveva soccorsa e portata in camera di Tristan. “Eri tu…” sospirò muovendo appena le labbra. “Cosa…? Ma… MIODDIO GRINDER!! Sei Bianca peggio di un cadavere! Ti ostini a non mangiare vero?! Devi smetterla!” Un altro capogiro la incollò al muro e Rosielle le fu immediatamente accanto. “Tu stanotte finirai questo digiuno assurdo! Dovessi infilarti una siringa tra i denti!” esclamò deciso. Altrettanto decisamente se la caricò in spalla e si diresse verso la cantina.. La sua pelle era tanto morbida…dai capelli e dai suoi vestiti veniva l’odore acre dell’officina, un odore che lei aveva sempre adorato. Le lunghe ciocche rosse le ricadevano sul viso morbidamente. Presa da un desiderio più forte di lei, affondò il viso nell’incavo tra il collo e la spalla di Rosielle ed inspire il suo profumo, tra il dolce e il salato… Non era ancora uscito quella sera e lei percepiva, senza sapere come, la fame dentro di lui. Quella di lei era un tormento ormai quasi incontrollabile ed avere addosso il corpo di Rosielle non aiutava in alcun modo. Senza poter resistere gli portò le mani al collo e lo accarezzò, a quell gesto lui si bloccò. Erano a metà della scalinata che li avrebbe condotti nell’atrio. “Cosa stai facendo…?” le chiese con una voce stranissima. Lei si riscosse e tolse le mani. “N-nie…” non riuscì a parlare: il profumo di Rosielle l’inebriava senza possibilità di scampo. Ansimava contro il suo collo, gemendo senza nemmeno rendersene conto. Lo sentì deglutire e sospirare mentre sfregava la testa contro la sua. “Smettila…” le mormorò senz’alcuna convinzione. Grinder riportò le mani alla sua gola ed ascoltò il suo sangue pulsare veloce sotto la punta delle dita…veloce…sempre più veloce… “BASTA!” gridò lui e la lasciò cadere sui gradini correndo via. Senza pensare a niente se non al desiderio del sangue che aveva appensa sentito scorrere, lo seguì fulminea. Lui le sbattè la porta del laboratorio in faccia, ma Grinder l’aprì con uno spintone. Rosielle stava dall’altro lato della stanza, gli occhi gli fiammeggiavano e teneva i pugni serrati con le bracia tese lungo I fianchi. Quando lei gli si avvicinò non fece nulla per fermarla ma la guardava fisso, furioso e disperato. Ormai erano a pochi centimetri di distanza quando lei le mise le mani sui fianchi strisciando un ginocchio contro il suo interno coscia. Poi allungò una mano per spostargli una ciocca rossa che gli ricadeva sul viso, in mezzo agli occhi, ma lui le afferrò il polso rapidissimo e la bloccò. Quel gesto deciso la fece rinsavire per un momento, giusto il tempo per sussurrare: “Perdonami…” Poi si sentì mancare le forze e si afflosciò a terra. Lui la sorresse, impedendole di cadere come una bambola senza fili…l’adagiò a terra tenendola tra le braccia ed accovacciandosi accando a lei… “Ma guarda come ti sei ridotta…” le sussurrò, ed oltre che dirabbia la sua voce era venata di tristezza. “…e…e Trista ti lascia fare… Io…io non riesco a capire,,,” e sospirò forte, frustrato. “N-non hai…mai smesso…d-di proteggermi…v-vero…?” gli chiese Grinder sforzandosi di parlare chiaramente. “No. Mai.” Rispose Rosielle, stupito e forse allarmato da quella domanda. “Nemmeno…nemmeno quell giorno…” lui sembrava non capire. Chiudendo gli occhi lei continuo: “S-sei stato tu…a…a curarmi e a…p-portarmi nella…stanza di Tristan quando…quando…” ancora non riusciva a dirlo. “Shh…Shh…Shh… E’ tutto ok…” la cullò lui stringendosela al petto “si, sono stato io… Speravo che fossi stata abbastanza cosciente da riconoscermi, ma evidentemente mi sbagliavo…” “P-perdonami…” “E per che cosa…?” Grinder riaprì gli occhi, del tutto certa di aver scambiato quell suono per qualcosa che non era. Invece no: sul bel viso affusolato di Rosielle scorreva una rossa lacrima di sangue. Rosielle piangeva.
Lei lo guardò con occhi interrogative, lui non rispose ma piegò il collo da un lato e le disse con voce tremante: “Bevi…” quasi sottovoce “No! Non sei una preda…portami giù…no…non voglio farti questo…” “BEVI! Lasciami fare almeno questo!” ‘DATO CHE NON POSSO AMARTI!’ gridò nella propria test ail vampiro, stringendo i denti. Poi le poggiò una mano sulla nuca e le avvicinò le labbra al proprio collo. Incapace di trattenerdi oltre, Grinder morse…e bevve… Il sangue di Rosielle era sempre stato molto dolce, ma con un restrogusto amaro, come se nelle sue vene ci fosse qualcos’altro, come se nel suo sangue ci fosse un segreto…come se lui avesse qualcosa da tenere celato al mondo intero… Una sensazione disperatamente piacevole, poichè in quell momento lei sentì quanto grande fosse davvero la propria sete. Lui la lasciava fare, come se non fosse un problema darle ogni goccia del suo sangue. Poi, Grinder avvertì una fitta al polso e comprese che anche Rosielle stava bevendo da lei. Gemettero entrambi… Il sangue fluiva ad alta velocità tra i due e a Grinder parve di sentire una voce. Qualcuno che spiegava cose…cose che lei già sapeva: “niente sole” , “nutristi di sangue” , “far sparire il cadavere” , “caccia di sangue” ed altre cose simili. E dal nulla, un grido straziante, paura, terrore ed un dolore infinito.
Grinder fece un balzo indietro, scovolta. Il sangue di Rosielle le scorreva copiosamente sulle labbra e sul seno ed il suo stava sulla bocca di lui. “CHE COS’ERA?!” gli urlò con gli occhi sbarrati. “…che cos’era…QUELLO!?” e si coprì le orecchie schiacciandovi contro i palmi delle mani, per imporre a quelle urla strazianti di tacere. Lui la raggiunse gattonando, sconvolto anche lui, la prese di nuovo tra le braccia e balbettò: “Un…un brutto ricordo...solo un brutto ricordo…personami, non pensavo che…” ma non riusciì a finire la frase a causa del nodo che gli si era formato in gola. Evidentemente il “ricordo” non voleva ritornare nell’antro della memoria da cui era uscito. “Ma che cos’era?!” insisteva lei. “Non…non mi sembra il caso di raccontare…sei già abbastanza sconvolta…” Lei lo guardò in viso, sollevandosi faticosamente dal suo petto. Ciò che vide fu una maschera di dolore, scorse nei suoi occhi una sofferenza che non vi aveva mai letto. Lo scosse, spaventata, tempestandolo di ‘che cos’hai’ e ‘ma che cosa c’è’. Lui non rispose finchè lei, nuovamente sfinita, non tornò ad appoggiarsi a lui. “Il mio Sire…” mormorò infine con voce rotta e non poca fatica. Grinder sentì il sangue gelarlesi nelle vene. Il Sire di Rosielle? Non ne sapeva nulla, in realtà si rese conto di non sapere quasi nulla del vampire che la teneva tra le braccia. “Che vuoi dire…?” azzardò, non certa di voler conoscere la risposta. “Quello che hai sentito, era lui” rispose contraendo le mascelle. Parlava con un filo di voce, fissando il vuoto. Grinder sgranò gli occhi. “Adam…Adam Cadamon… Questo era il suo nome” e le lacrime raddoppiarono sul suo viso, tuttavia non un singhiozzo scuoteva il suo petto…era come se il sangue traboccasse da solo dai suoi occhi senza che lui se ne accorgesse. “ERA…?” “Si…ora…ora non lo è più” “Intendi dire…che ti ha abbandonato…?” “Non come intendi tu…” e sorrier malinconico, impercettibilmente. “…e…in che senso allora…?” Grinder era sempre più spaventata dale risposte che Rosielle avrebbe potuto darle. “E’ molto peggio di quanto tu creda…” Un brivido la scosse facendola tremare violentemente: al solo pensiero di perdere Tristan, di essere nuovamente allontanata da lui per qualsiasi motivo, si sentiva morire dentro…ogni sua vena diventava un sentiero gelido. “C’è di peggio che essere abbandonati…” continuo lui come in trance “guardarlo subire mille torture per poi sentire le sue urla in mezzo alle fiamme mentre bruciava vivo…” Grinder divenne marmorea. Non riusciva a muovere un muscolo, non muoveva nemmeno le palpebre… Rosielle aveva parlato veloce con soltanto un filo di voce e quindi sperò vivamente di aver capito male. Ma ora stava dicendo qualcos’altro: “Tristan…Tristan è riuscito a salvare solo me…soltanto me…Adam…Adam…” e serrò la mascella con uno scatto sonoro chiudendo gli occhi. “Avevo poco più di un mese…”
Rosielle era orfano. E lei l’aveva chiamato ‘bambino viziato’! Rosielle aveva perso il suo Sire quando aveva più o meno l’età che aveva lei in quell momento. L’aveva visto morire tra le fiamme mentre Tristan se lo portava via, salvandolo da quell’incendio infernale. E a giudicare da quello che vedeva sul suo viso…doveva averlo amato moltissimo… Per un solo attimo pensò a che cosa avrebbe fatto lei se le fosse accaduta una cosa del genere…ma appena intravide la quantità di dolore che soltanto il pensiero di una disgrazia simile avrebbe insinuato nel suo cuore, scosse la testa con forza per scacciarlo via. Prese Rosielle tra le braccia e lo strinse forte, lui, con viso immerse nei capelli scompigliati di Grinder, disse ancora: “Sono passati più di 100 anni…e mi sembra di vederlo ancora…” Lei sentì quelle parore penetrarle nel cuore come una lama affilata, le lacrime scesero da sole senza che lei potesse impedire loro di scorrere… Lo strinse ancora più forte e lui si aggrappò a lei, alle sue spalle, come se volesse fonderla al suo torace. Dopo qualche attimo di staccò, lentamente e, guardando altrove , disse: “Ora…lasciami solo…ti prego…vai a mangiare ancora qualcosa, non ti sei nutrita a sufficienza e devi recuperare le forze.” Lei tentò di protestare ma lui la ziti premendo le proprie labbra sulle sue. La baciò a lungo, con quella passione di cui solo lui era capace…la passione dell’amore disperato. “Ora vai ti prego…” le mormorò sulle labbra.
Lei annuì ed uscì dalla stanza voltandogli le spalle. Chiuse piano piano la porta del alboratorio e vi si appoggò contro con la schiena, scivolando verso terra lentamente si sedette raccogliendo le ginocchia al petto. Non riusciva a staccarsi da lì, non riusciva a muoversi, ma non per la mancanza di sangue. Riusciva soltando a pensare a un Rosielle appena nato che veniva strappatp dale fiamme dove invece il suo amato Sire era rimasto intrappolato. Non reggeva a pensare a quanto dolore doveva aver provato… Come aveva fatto a sopravvivere? Come aveva potuto sopportare la nostalgia, la sofferenza, la solitudine? Lei non poteva nemmeno lasciarsi sfiorare dall’idea di perdere il suo Tristan… di non potersi più far stringere da lui, di non poter più nascondere il viso in quella chioma scura, soffice e perennemente scompigliata, di non addormentarsi più accanto a lui per risvegliarglisi vicina… E poi, avva ancora così tanto da imparare, chi le avrebbe potuto insegnare? No, non sarebbe mai riuscita a sopravvivere senza di lui. All’improvviso sopraggiunse un ricordo nebuloso, una cosa a cui non aveva mai ripensato, immagini che erano rimaste sepolte nella sua mente da quella notte.
Quei mostri aveva fatto irruzione nella stanza in cui stavano lei e Tristan solo un’ora dopo che lui l’aveva abbracciata. Erano tanti, tutti neri, con degli strain simboli sulle vesti lunghe fino a terra. Sembravano fantasmi malefici. Si erano avventati su di loro, l’avevano presa nonostante lei si fosse opposta con tutte le sue forze. Quando Tristan se ne era accorto aveva staccato la testa a quelli che la tenevano, l’aveva sollevata e l’aveva lanciata fuori dalla finestra girdandole di ricordarsi che l’amava disperatamente. “Ricordati quanto ti amo bimba mia!” le aveva detto. Lei aveva urlato quando aveva perso il contatto con lui. Era successa una cosa stranissima: una volta nel vuoto era rimasta sospesa per aria…tanto da vedere quei maledetti acchiappare il suo Tristan accerchiandolo. Poi aveva compinciato a scendere lentamente verso terra, aveva avuto il tempo di mettersi in posizione eretta ed atterrare delicatamente su sue piedi. Una volta toccata terra aveva guardato verso l’alto, aspettandosi di veder arrivare anche lui. Ma l’unica cosa che arrivò fu un ordine, gridato con voce potente e chiara: “Scappa bimba mia!!” tra urla spaventosamente dolorose. Allora lei aveva cominciato a correre, a correre, a correre. ‘Poi il resto è storia’ si disse. …la voce di Tristan…la voce con cui le aveva gridato di scappare… Anche Adam aveva gridato a Rosielle di scappare? Grinder pensò che se Tristan non l’avesse lanciata fuori dalla finestra non avrebbe mai trovato la forza necessaria ad obbedire al suo ordine… Avrebbe preferito morire con lui… Sospirò forte e si appoggiò alla porta col fianco sinistro, mise la mano sulla porta, come per accarezzarla ed accostò il viso come per ascoltare. Dall’altra parte Rosielle stava facendo lo stesso piangendo silenziosamente. Uno percepiva la presenza dell’altro, ma nessuno dei due aveva il coraggio di togliere di mezzo quella porta. Poi Rosielle si allontanò e Grinder, non sentendo pià la sua presenza se ne andò alla cantina cercando di chiudere fuori i ricordi. TUTTI i ricordi. Bevve avidamente parecchio sangue, saziando finalmente la sete che la stava logorando. La prima cosa che fece fu provare a sfoderare gli artigli e questa volta ci riuscì senza alcuno sforzo. Sorrise, congratulandosi con se stessa. Poi chiamò Misato e si fece preparare un bel bagno caldo. Mentre tornava nella sua stanza si soffermò a guardare il ritratto di Tristan con l’armatura da Crociato. …il suo Sire era un vampiro con più di un millennio sulle spalle. C’erano tante cose che voleva chiedergli: si era mai annoiato? Aveva mai desiderato la morte? Quante volte ci era andato vicino? Si era mai sentito solo? Che rapporto aveva avuto col suo Sire? Dov’era adesso? In quanti posti aveva vissuto? Quanti altri infanti aveva avuto? E tanto altro ancora…
Durante il bagno, con Misato che le massaggiava la schiena, non fece altro che pensare silenziosamente. D’un tratto sentì qualcuno entrare nella sua stanza e fermarsi appena dopo la porta d’ingresso, come in attesa. ‘Bene, chiunque tu sia, aspetterai…’ Grinder finì di farsi il bagno con tutta calma, ma l’intruso era sempre oltre la soglia. ‘Ma chi sarà?’ Uscì dalla vasca e si asciugò quel tanto che bastava per infilarsi la sua vestaglia di raso rosso. All’improvviso ed apparentemente senza alcuna ragione, ricordò quell lontano primo bacio con Rosielle, sempre nelle cantine… Poi quello di qualche tempo prima, quando finalmente avevano fatto pace e una fitta di desiderio la fece rabbrividire. Soprapensiero aprì la porta del bagno e rientrò nella sua stanza. Per poco non cadde a terra per lo sapvento quando vide Rosielle appoggiato alla colonna del baldacchino del suo letto. Grinder tentò di dire qualcosa ma lui le fece cennno di tacere portandosi l’indice alle labbra e guardandola dolcemente. Si era cambiato, lavato e pettinato:i capelli rossi erano tirati indietro da una fascetta near, calzava jeans neri ed un paio di anfibi tirati a lucidi. Il bellissimo torace atletico era nudo. Rosielle era molto più che bello, Alex era magnetico, certo, ma lui aveva un fascino tutto suo…diverso da quello di Lisandro, ma non meno intenso. Abbassò gli occhi, sospirò e si morse un labbro. Intanto lui s’era diretto verso la porta, l’aveva aperta e per un momento la vampire avea creduto che volesse andarsene. Ma poi lui aveva solo messo fuori la testa, come per controllare che non ci fosse nessuno nei paraggi. Richiuse la porta e girò la chiave. Sentendo la serratura scattare, Grinder rialzò lo sguardo e lo vide appoggiato alla porta, di schiena. Teneva il mento sollevato e la fissava serio. Lei non sapeva che cosa dire e quando Rosielle iniziò ad avvicinarsi mollemente, a prenderla per i fianchi, a giocare con la cintura della vestaglia, non fece obiezioni. “Posso baciarti ancora…?” chiese lui. Lei lo guardò stupita: Rosielle, ROSIELLE le stava chiedendo il PERMESSO di baciarla?! “Non voglio offenderti o farti del male…” le disse ancora. Lei capì che con quella frase intendeva dire che se doveva respingerlo quella era l’unica occasione per farlo. Non era una minaccia…solo un’accortezza. Lo guardò negli occhi e senti che da quelli si sprigionava un tepore dolcissimo. Fissò le sue labbra e lui le schiuse, come per invitarla. “Baciami e basta” gli disse quando restavano soli pochi centimetri a separare le loro bocche. Rosielle bruciò immediatamente le distanze, la prese tra le braccia e sigillò le proprie labbra su quelle di lei. E lei aprì la bocca chiedendo di più. Le lingue si intrecciarono e lei gli gettò le braccia al collo, accarezzandolo, stringendolo, passando le dita tra i suoi capelli e tirandoli a volte. Senza che lei se ne fosse accorta, lui aveva sfilato gli anfibi e l’aveva presa in braccio tenendole una gamba da un lato e una dall’altro. Lei gli strinse i fianchi tra le cosce e lui affondò il viso tra i suoi seni. La vestaglia si aprì prima, e cadde a terra poi mentre Rosielle l’appoggiava alla parete alle sue spalle., Continuava a baciarla, senza alcun bisogno di respirare. Entrambi ansimavano, non c’era posto per altro se non per il soffio di vita, necessario a completare quell’opera d’amore. Il suo corpo riprese a funzionare e fu un’esplosione di calore e desiderio. La coprì di baci e carezze…la stringeva così forte, come se avesse paura di sentirsela dissolvere tra le dita. Poi, finalmente, gemendo di piacere, entrò dentro di lei adagiandola sul letto, guardandola aprire la bocca in un gemito muto e straziante di piacere. Si chino su dile e le prese il viso tra le mani muovendosi a ritmo con i suoi finachi che ondeggiavano sinuosi sotto di lui.
Fecero l’amore fino all’alba. Delicatamente, gridando sommessamente di tanto in tanto, scambiandosi sangue, sguardi, baci…parole…si, volarono parecchie parole in quell’aria di rose rosse. Alla fine si rannicchiarono uno nelle braccia dell’altro sorridendo. Insieme si infilarono nella spaziosa bara di Grinder e ci si addormentarono. February 04 rettifico.Fanculizzo la persona a cui era dedicato l' intervento precedente. Chi ha orecchie per intendere, INTENDA! December 23 Ricordi
Grinder uscì di soppiatto dalla stanza di Alex, era stato incredibilmente facile trovare le chiavi della sua moto e rubargliele mentre lui era in palestra a prenderle di santa ragione da Drew. Scese nel gigantesco garage fasciata nella sua tutta di pelle, i tacchi delle NewRock risuonavano nelle eco del sotterraneo e il fatto di uscire di nascosto la elettrizzava. Ormai era grande, sapeva difendersi da sola... Voleva solo uscire a fare un giro. Da sola. E pensare a quella prima notte da vampira in cui non aveva fatto altro che correre ed uccidere. Non pensava che qualcuno avrebbe potuto notare la sua assenza e Alex le aveva detto di non avere in programma uscite a due ruote. Voleva vedere com’era uscire da sola. Soltanto uscire, un giretto in moto, niente di più. Aveva persino bevuto in cantina per non rischiare di cadere nella tentazione della caccia. Portò la moto a mano fino al cancello per non farsi notare, poi, quando credette di essere fuori dalla portata delle orecchie dei suoi compagni accese il motore e partì sgommando. L’adrenalina le scorreva nelle vene, notava la forza dei suoi polsi, il suo equilibrio eprfetto su quella due ruote ingombrante. Staccò una mano dal manubrio e poi anche l’altra e per un po’ condusse la moto semplicemente spostando il peso a destra o a sinistra. Infilò l’mp3 nelle orecchie e la musica potente piegò le rose labbra della vampira in un sorriso soddisfatto, un ghigno di piacere. Quante volte aveva ascoltato quella canzone da mortale? Quante volte aveva giocato ad essere quello che ORA era diventata? L’oscurità, la notte...ora le appartenevano...e lei apparteneva a loro, si era accasciata langudamente tra le braccia di quelle due dame ammantate di nero tempestato di diamanti. Si mise a ridere mentre imboccava l’autostrada impennando, il contachilometri segnava 160 km/h e lei decise che per un’immortale quella era una velocità DAVVERO ridicola. Girò decisa la manopola dell’acceleratore e l’Harley Davidson fece un balzo in avanti. Era sabato sera e le corsie erano zeppe di auto cariche di mortali che “sfrecciavano” a divertirsi. Grinder ci zigzagava in mezzo come se l’avesse sempre fatto. Poi, ad un tratto, si accorse che inconsciamente aveva preso la direzione per tornare alla sua vecchia casa da mortale. Ovviamente non ci aveva più messo piede e decise di andare a dare un’occhiata veloce. Quando i luoghi inizarono a farsi familiari, una morsa fredda le strinse lo stomaco: ma che cosa diavolo stava facendo? Per la sua famiglia lei era morta ormai, o dispersa, che senso aveva andare a spiare quella che non poteva più essere la sua vita? Quella vita che, si disse, non le era mai nemmeno piaciuta davvero... Fermò la moto a lato della strada e spense il motore. Estrasse un malconcio pacchetto di sigarette dalla tasca del giubotto; Lisandro aveva ragione: fumare aiutava a pensare. Aspirando voracemente ed assaporando il gusto del tabacco secco, si chiese se non fosse stata tutta una follia... Rubare la moto di Alex, uscire da sola, dirigersi verso la sua vecchia casa. Si, era stato un errore. Un MADORNALE errore. Quella non era più la sua vita, quello non era più il suo mondo, doveva dimenticare tutto quindi? Gioie e dolori? Amori e rivalità? ‘Forse no...’ si disse. Aveva parecchi conti in sospeso ancora, ma voleva che ci fosse Lisandro con lei per sistemarli. A volte gli invidiava quel potere... Entrare nelle menti altrui e sgrtolarle, distruggerle, sconvolgerle fino alla morte. Si. Lui doveva essere presente alle sue vendette. Ma Lisandro era sparito un’altra volta e chissà quando si sarebbe deciso a ritornare. Girò la moto e fece marcia indietro, ingoiando il retrogusto amaro di tutti quei pensieri. Ad un tratto una nuova luce di speranza illuminò la sua mente: ‘ Non potrò tornare alla vecchia casa, ma c’è una persona che merita di sapere dove sono finita e che cosa sono diventata... Ed è l’unica che mi crederebbe... Forse...’ e partì sgommando verso la nuova destinazione. Guidò a velocità vertiginosa: la strada era lunga e stava per scoccare già la mezzanotte. Non voleva perder altro tempo. Ora, un mortale normale avrebbe impiegato più o meno tre ore per arrivare a destinazione; Grinder impiegò esattamente la metà del tempo, nonostante una parte considerevole del tragitto fosse su tortuose strade di montagna.
La riconobbe senza alcuna difficoltà: una modesta casetta di legno scuro a due piani. Era ormai inverno inoltrato e un sottile strato di neve candida ricopriva ogni cosa. Percheggiò la rumorosa Harley leggermente distante e si diresse lentamente verso l’ingresso. La sua testa lavorava freneticamente per trovare un modo per entrare in scena senza far morire di paura l’ospite. Si acese la seconda sigaretta della nottata e si appoggiò alla facciata della casetta senza essere ne vista ne udita da anima viva. Poi all’improvviso una frase che aveva letto sul tomo redatto dal suo Sire le piombò addosso come un’incudine sulla testa... Qualcosa che aveva a che vedere con la segretezza della propria identità con i mortali, la “Masquerade” si chiamava. Sbirciò dentro la finestra accanto alla porta. Angelica era lì, sul suo divanetto, proprio di fronte a lei... L’adorata gatta Francès era accoccolata sulle sue ginocchia. Stava guardando la televisione bevendo una tazza fumante di qualcosa... ‘ Del thè immagino...’ pensò la giovane vampira sorridendo malinconicamente. Angelica aveva l’aria triste... ESTREMAMENTE triste... Grinder rimase lì a fissare la sua migliore amica. Non aveva mai sentito tanto la sua mancanza come in quel momento, in cui erano così vicine, a pochi metri di distanza e non poteva nemmeno salutarla. L’avrebbe fatta impazzire, o forse, ancora peggio, l’avrebbe messa in pericolo di vita rivelandole la propria nuova identità... E per che cosa poi? Per placare la sua nostalgia? Mai. Com’era bella, accoccolata sotto la coperta di lana, con i corti capelli mori che le incorniciavano il viso e quegli occhi castani così profondi. In un lampo le passarono davanti agli occhi tutti i momenti (pazzi o meno) vissuti insieme e lacrime di sangue le segnarono le guance bruciando come fuoco. Inconsciamente appoggiò una mano sul vetro dinnanzi a lei e l’argento degli anelli che indossava produsse un rumore secco che senbrò rimbombare in tutta la via silenziosissima. Angelica alzò lo sguardo e per una frazione di secondo gli occhi della mortale incrociarono quelli della vampira. L’espressione che si dipinse sul volto della prima fu di meraviglia e stupore, mentre l’altra sentì di nuovo la morsa di gelido terrore allo stomaco. Nei pochi secondi che seguirono Angelica si precipitò alla porta, ma l’unica cosa che trovò fu il rombo lontano di una Harley che si dissolse in una nuvola di nevischio. December 16 Ti prego, perdonami..."Please forgive me"
Brian Adams
It still feels like our first night together
Feels like the first kiss and It's gettin' better baby No one can better this I'm still hold on and you're still the one The first time our eyes met it's the same feelin' I get Only feels much stronger and I wanna love ya longer You still turn the fire on So If you're feelin' lonely.. don't You're the only one I'd ever want I only wanna make it good So if I love ya a little more than I should Please forgive me I know not what I do Please forgive me I can't stop lovin' you Don't deny me This pain I'm going through Please forgive me If I need ya like I do Please believe me Every word I say is true Please forgive me I can't stop loving you Still feels like our best times are together Feels like the first touch We're still gettin' closer baby Can't get close enough I'm still holdin' on You're still number one I remember the smell of your skin I remember everything I remember all your moves I remember you I remember the nights ya know I still do One thing I'm sure of Is the way we make love And the one thing I depend on Is for us to stay strong With every word and every breath I'm prayin' That's why I'm sayin'... "Ti Prego Perdonami"
Sembra tutto come la prima notte insieme sembra come il primo bacio E sta migliorando baby Nessuno può migliorare ciò Teniamo ancora duro, tu sei ancora l'unico La prima volta che i nostri occhi si incontrarono - ho la stessa sensazione Solo che sembra ancora più forte - ti voglio amare ancora tanto Accendi ancora il fuoco ... Così se ti senti solo non - sei l'unico che io abbia sempre voluto Voglio solo renderlo migliore . Così se io ti amo un pò di più di quello che dovrei Ti prego perdonami - io non so cosa faccio Ti prego perdonami - non posso smettere di amarti Non rifiutarmi - sto sopportando questa pena Ti prego perdonami - se ho bisogno di te come ne ho Ti prego credimi - ogni cosa che dico è vera Ti prego perdonami - Non posso smettere di amarti Sembra tutto come i nostri tempi migliori sembra come la prima carezza - stammi ancora più vicino Non può stare vicino abbastanza bisogna ancora tenere duro - sei sempre il numero uno Mi ricordo l'odore della tua pelle - mi ricordo ogni cosa Mi ricordo tutti i tuoi movimenti - mi ricordo di te Mi ricordo le notti - lo sai che lo faccio ancora Così se ti senti solo non - sei l'unico che io abbai sempre voluto Voglio solo renderlo migliore . così se io ti amo un pò di più di quello che dovrei Ti prego perdonami - io non so cosa faccio Ti prego perdonami - non posso smettere di amarti Non rifiutarmi - sto sopportando questa pena Ti prego perdonami - se ho bisogno di te come ne ho Credimi - ogni cosa che dico è vera Ti prego perdonami - Non posso smettere di amarti L'unica cosa di cui sono sicuro - è il modo in cui facciamo l'amore e l'unica cosa da cui dipendo - è che noi rimaniamo sempre forti con ogni parola e ogni respiro ti sto pregando Ecco il perchè ti sto dicendo Ti prego perdonami - io non so cosa faccio Ti prego perdonami - non posso smettere di amarti Non rifiutarmi - sto sopportando questa pena Ti prego perdonami - se ho bisogno di te come ne ho Piccolo credimi - ogni cosa che dico è vera Ti prego perdonami - se non posso smettere di amarti Non mi lasciare mai - non so cosa farei Ti prego perdonami . non posso smettere di amarti Smettere di amarti No... Non posso...
Ti amo...
Perdonami... December 15 Voglio stare a casa a capodannoIo voglio stare a casa... a dormire... voglio dormire... e sognare bei sogni... e dimenticarmi di tutto... e piangere nel sonno così da non accorgermene, almeno quando mi sveglio ho qualcosa di bello a cui pensare se faccio sogni belli... almeno faccio finta di non capire perchè mi bruciano gli occhi, faccio finta che sia perchè mi sono appena svegliata... ...si... vorrei tanto dormire... ...no... non vorrei dormire per sempre, io vorrei essere come i vampiri che possono decidere di mettersi a dormire e dormire magari un secolo e poi, quando gli gira tornare fuori e trovare un mondo nuovo tutto da scoprire belli riposati... December 14 ... Ferwell...? ( Ferwell=addio)E' incredibile come le cose possano cambiare da un momento all'altro...un giorno ci sei...e il giorno dopo non ci sei più... e con questo non intendo dire che bisogna per forza morire per scomparire... A volte certe ferite sono così profonde, certe delusioni o disillusioni sono così pesanti quando ti cadono addosso che...ti disintegrano, mandando ogni tua molecola in un punto diverso nello spazio...una lontanissima dall'altra...
Ho speso lacrime, energie, sonno, forza, coraggio, sangue, amore per ricucire ferite che non erano nemmeno mie... Per migliorare una vita che non era mia, nemmeno indirettamente... L'ho fatto perchè sentivo che era giusto farlo... (e non me ne pento...non mi pento quasi mai di quello che faccio). Ma ho fatto un errore...Ho fatto l'errore di chiedere qualcosa per me, per una volta... Per una volta ho detto quella stramaledetta frase ad anima viva, invece che gridarla nella mia testa l'ho sussurrata ad un'altra anima... "Ma io da tutto questo non avrò niente vero? Una volta che avrò finito, dovrò andarmene...proprio come quella poveraccia di Mery Poppins...tanta fatica per poi dover aprire l'ombrello e volarsene via..."
Perchè?!
Perchè ho parlato?!
Perchè sono stata così egoista?!
...avrei dovuto stare zitta...
A cosa è valso? ...a cosa è servito il bene che ho fatto? ...a cosa è servita la mia forza, la mia fatica, le mie notti insonni, il mio riaprirmi le ferite per ricordarmi cosa provavo quando mi erano appena state inflitte per poter guarire quelle di qualcun altro...a cosa è servita tutta l'ansia, la paura, la determinazione...? ...a cosa è servito?
...ho rovinato tutto alle ultime battute...come al solito...
E il brutto è che non ho rovinato qualcosa di mio...no...no di certo...ho distrutto tutto ciò per cui avevo lavorato...ho reso impossibile quella pace per cui avevo pianto, sorriso, parlato, sospirato, amato, pregato (si, ogni tanto prego anche io...) ...per egoismo...per avere qualcosa per me...
Ed ora sono qui a disperarmi, a piangere su me stessa come ho sempre detto a tutti di non fare...
E sono sola...perchè di tutto questo mio lavoro nessuno sa niente...non ho mai detto nulla ad anima viva...per la buona consuetudine secondo cui le buone azioni si tengono per sè, come se fosse una vergogna parlarne davanti al mondo...
"Noi siamo diversi" ...si...forse solo più coglioni del resto del mondo... Solo dei poveri idioti sognatori che sperano ancora che qualcosa di buono ci sia rimasto quaggiù, quando invece l'unica cosa giusta da fare sarebbe tagliarsi le vene, immergere il braccio in una vasca piena di acqua calda e lasciarsi morire...
Già, LASCIARSI MORIRE...che ironia, proprio io pronuncio questa frase... Tanto odiata, tanto temuta sulla bocca degli altri, adesso che è sulla mia non mi sembra poi tanto male...
Sono stanca...sono stanca di essere vista per quello che NON sono, "sei una angelo" "sei un demonio" "sei una dea" "sei una povera buona a nulla"... Sono stanca di veder travisate le mie parole e le mie azioni... Sono stanca di non avere nessuno al mio fianco... Sono stanca di dover sempre fare tutto, TUTTO da sola... Sono stanca di perdere sempre a qualsiasi gioco, vero o metaforico che sia... Sono stanca di vivere nell'illusione di un amore che non so nemmeno se esiste...se esisterà mai...
IO SONO SOLO UNA RAGAZZA DI 21 ANNI CHE CERCA DI...DI...DI VIVERE CAZZO!!!!
...di vivere distinguendosi per qualcosa di buono...
...cerco solo di fare qualcosa di utile...
...cerco di accontentare tutti...tutti quanti...anche quando fare del bene a uno vuol dire fare del male all'altro, io cerco di accontentare entrambi... COME?! Spezzandomi a metà ovviamente...
Tanto...a che cosa servo se non a questo...?
Che cosa sarebbe la mia vita senza questo...questo...boh non lo so nemmeno io che cos'è...
Non è una missione perchè non mi ci ha mandato nessuno...
Non è un compito perchè non devo renderne conto a nessuno se non a me stessa (ma nemmeno quello a volte)...
Non è una condanna perchè a volte regala qualche sorriso...
Forse è una pazzia, perchè non ha nessun senso...oppure è una genialata perchè nessuno ci ha mai pensato... (ma si sa che il confine tra genialità e pazzia è MOLTO sottile...e a me personalmente non hanno mai spiegato la differenza).
Sono una povera imbecille che non ha ancora capito che la frase "Il bene che fai ti tornerà indietro 10 volte tanto" è solo una favoletta che gli adulti raccontano ai bambini per non farsi fare troppe domande sulla natura del mondo in cui dovranno vivere...
Sono amara, si, lo so. Lo sono. Sono cosciente di esserlo. So benissimo che queste parole feriscono. Ma questo è quello che ho dentro.
Qualcuno potrebbe pensare che mettere i propri pensieri su un blog pubblico dove cani e porci possono leggerlo sia da esibizionista, qualcuno potrebbe pensare che è infantile e stupido.
Non mi interessa.
Io qui li metto perchè qui mi va di metterceli.
Qui li metto perchè nonostante tutto, spero che qualcuno legga quello che scrivo... Spero che PER UNA CAZZO DI VOLTA qualcuno riesca ad andare OLTRE LE APPARENZE DELLE COSE come a me è stato insegnato, e riesca a capire...che tutto quello che è stato fatto, è stato fatto per LEI.
Ho solo fatto l'errore di voler bere un po' d'acqua dall'ennesimo pozzo nel deserto che riuscivo a scavare per qualcun altro...
...Non accadrà più...
Morirò di sete, come il mio destino vuole.
Sete...In tutti i sensi.
In ogni caso...se qualcuno, chiunque sia stato, voleva spezzarmi il cuore facendomi capitare QUESTO...beh...i miei complimenti...c'è riuscito alla grande... |
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